Cos’è il pignoramento dello stipendio

Il pignoramento dello stipendio è una procedura esecutiva con cui un creditore ottiene il pagamento di un debito direttamente dalla busta paga del debitore. In pratica, il datore di lavoro è obbligato a trattenere una parte dello stipendio e versarla al creditore.

Non è una punizione: è uno strumento previsto dalla legge (art. 545 del Codice di Procedura Civile) per consentire ai creditori di recuperare i propri crediti. Ma la legge stessa prevede limiti precisi per tutelare chi lavora.

Quanto possono pignorare: i limiti di legge

Debiti ordinari (banche, finanziarie, privati)

Per i debiti civili e commerciali, il limite è un quinto (20%) dello stipendio netto. Questo significa che su uno stipendio netto di 1.500 euro, la trattenuta massima è di 300 euro.

Debiti fiscali (Agenzia delle Entrate)

Per i debiti con il fisco, i limiti sono progressivi e dipendono dall’importo dello stipendio netto:

Stipendio netto mensileQuota pignorabile
Fino a 2.500 €Massimo 1/10 (10%)
Da 2.500 € a 5.000 €Massimo 1/7 (~14%)
Oltre 5.000 €Massimo 1/5 (20%)

Debiti alimentari (assegno di mantenimento)

Per gli obblighi alimentari, come l’assegno di mantenimento a favore del coniuge o dei figli, il giudice può autorizzare il pignoramento fino a un terzo dello stipendio.

Cumulo di più pignoramenti

Se hai più pignoramenti contemporanei, la somma totale delle trattenute non può mai superare la metà (50%) dello stipendio netto. Questo limite vale anche se hai una cessione del quinto attiva.

Il minimo vitale

La legge protegge una soglia minima di reddito necessaria per vivere. Le somme già accreditate sul conto corrente sono impignorabili fino al triplo dell’assegno sociale, che nel 2026 corrisponde a circa 1.617 euro.

Questo significa che se hai 2.000 euro sul conto derivanti dallo stipendio, il creditore può pignorare solo la parte che eccede 1.617 euro.

L’ultimo stipendio accreditato in conto corrente resta inoltre sempre disponibile e non può essere pignorato.

Come funziona il pignoramento in pratica

Il processo segue questi passaggi:

  1. Titolo esecutivo: il creditore ottiene un decreto ingiuntivo, una sentenza o altro titolo che certifica il debito
  2. Atto di precetto: il creditore intima il pagamento entro 10 giorni
  3. Pignoramento presso terzi: il creditore notifica l’atto al datore di lavoro (il “terzo”)
  4. Dichiarazione del terzo: il datore di lavoro comunica l’importo dello stipendio e le eventuali trattenute già in corso
  5. Ordinanza di assegnazione: il giudice stabilisce la quota da trattenere
  6. Trattenuta mensile: il datore di lavoro trattiene la quota e la versa al creditore

Come difendersi dal pignoramento dello stipendio

1. Verifica la legittimità

Un pignoramento può essere illegittimo o nullo se:

  • Non rispetta il minimo vitale
  • Supera i limiti di legge per il cumulo
  • Il titolo esecutivo è prescritto
  • Ci sono errori formali nella procedura
  • L’importo del debito è errato

2. Opposizione al pignoramento

Puoi opporti al pignoramento, ma devi agire entro 20 giorni dalla notifica dell’atto, con un ricorso al giudice dell’esecuzione. L’opposizione è possibile per motivi di merito (il debito non esiste o è diverso) o di rito (errori procedurali).

3. Rateizzazione del debito

Per i debiti fiscali, puoi chiedere la rateizzazione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Pagando la prima rata, le azioni esecutive (incluso il pignoramento) vengono sospese. Le rate partono da 50 euro al mese.

4. Le procedure di sovraindebitamento

Quando i pignoramenti sono multipli o il debito complessivo è insostenibile, le procedure di sovraindebitamento previste dal Codice della Crisi d’Impresa (D.Lgs. 14/2019) rappresentano la soluzione più efficace.

Con il deposito della domanda al Tribunale:

  • Tutti i pignoramenti in corso vengono sospesi, incluso quello sullo stipendio
  • I creditori non possono avviare nuove azioni esecutive
  • Puoi proporre un piano di pagamento sostenibile, adeguato alle tue reali possibilità
  • Al termine della procedura, i debiti residui vengono cancellati

Novità 2026: controlli automatici per i dipendenti pubblici

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto una novità rilevante per i dipendenti della Pubblica Amministrazione: dal 2026, le amministrazioni pubbliche devono verificare l’esistenza di debiti fiscali superiori a 5.000 euro prima di erogare stipendi oltre 2.500 euro. In caso di debiti, il pagamento viene sospeso e l’importo trasmesso all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Questo controllo automatico non si applica ai dipendenti del settore privato, dove il pignoramento richiede ancora la notifica formale dell’atto al datore di lavoro.

Quando il pignoramento diventa insostenibile

Se ti trovi in una di queste situazioni, probabilmente hai bisogno di valutare una procedura di sovraindebitamento:

  • Hai più pignoramenti contemporanei su stipendio e conto corrente
  • La trattenuta complessiva rende impossibile far fronte alle spese essenziali
  • Hai debiti con più creditori e non riesci a gestirli singolarmente
  • I debiti complessivi superano la tua capacità di rimborso anche in diversi anni

Le procedure di sovraindebitamento non sono un escamotage: sono strumenti previsti dalla legge per chi si trova oggettivamente nell’impossibilità di pagare.

Come Esdebit può aiutarti

Se hai un pignoramento in corso o temi di riceverlo, Esdebit ti accompagna nell’intero percorso:

  • Analizziamo la tua situazione: attraverso il questionario raccogliamo tutte le informazioni sulla tua situazione debitoria e ti comunichiamo quali procedure sono potenzialmente compatibili con il tuo caso
  • Ti guidiamo nella raccolta documenti: ti indichiamo esattamente quali documenti servono e ti aiutiamo a caricarli sulla piattaforma
  • Prepariamo la pratica: predisponiamo tutta la documentazione necessaria per il deposito della domanda al Tribunale
  • Paghi solo se il Tribunale approva: il compenso finale è dovuto solo in caso di omologa

Non devi affrontare questa situazione da solo. Esdebit esiste per rendere le procedure di sovraindebitamento accessibili, senza linguaggio incomprensibile e senza costi nascosti.

Conclusione

Il pignoramento dello stipendio ha limiti precisi e non è una situazione irreversibile. La legge tutela il debitore garantendo il minimo vitale e prevedendo soglie massime di trattenuta. Ma quando i debiti diventano insostenibili, le procedure di sovraindebitamento possono bloccare i pignoramenti e offrirti un nuovo inizio.

Il primo passo è capire la tua situazione: compila il questionario e ti rispondiamo entro 48 ore.


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