Cancellare i debiti senza pagare nulla: è davvero possibile?
Sì. Il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019) prevede una procedura specifica per chi si trova in una situazione di assoluta impossibilità di pagare: l’esdebitazione del debitore incapiente.
È una procedura introdotta per la prima volta con il nuovo Codice della Crisi, senza precedenti nella vecchia Legge 3/2012. Il principio è semplice: se non hai né reddito né beni per soddisfare i creditori, la legge ti permette di azzerare i debiti e ricominciare.
Non è un condono e non è un trucco. È uno strumento previsto dall’art. 283 del CCII, pensato per chi si trova oggettivamente nell’impossibilità di offrire qualsiasi forma di pagamento.
Chi può accedere all’esdebitazione dell’incapiente
L’esdebitazione del debitore incapiente è riservata a chi soddisfa tutti questi requisiti:
1. Essere una persona fisica
La procedura è riservata alle persone fisiche, non alle società o agli enti. Possono accedervi consumatori, lavoratori, pensionati, disoccupati e persone senza reddito.
2. Non avere beni né reddito per pagare i creditori
Il requisito fondamentale è l’incapienza: non devi avere beni liquidabili (immobili, veicoli di valore, risparmi significativi) né un reddito sufficiente per proporre un piano di pagamento, nemmeno minimo.
Non significa che devi essere letteralmente senza nulla. Puoi avere:
- I beni strettamente necessari per vivere (vestiti, mobili essenziali, strumenti di lavoro)
- Un reddito minimo che copre solo le spese essenziali di sopravvivenza
- La casa di abitazione, se non ha un valore significativo rispetto ai debiti
3. Essere meritevole
Il debitore deve dimostrare la propria buona fede. Non puoi accedere alla procedura se:
- Hai contratto i debiti con l’intenzione di non pagarli
- Hai aggravato la tua situazione con colpa grave, mala fede o frode
- Hai nascosto beni o redditi per sfuggire ai creditori
- Hai compiuto atti di frode nei confronti dei creditori negli ultimi 5 anni
In pratica, la legge distingue tra chi si è trovato in difficoltà per cause oggettive (perdita del lavoro, malattia, separazione, crisi economica) e chi ha agito in mala fede.
4. Non averla già ottenuta in precedenza
L’esdebitazione dell’incapiente si può ottenere una sola volta nella vita. Se l’hai già utilizzata, non puoi richiederla nuovamente.
Come funziona la procedura
Fase 1: la domanda
La domanda si presenta al Tribunale competente, tramite un Organismo di Composizione della Crisi (OCC). Esdebit ti accompagna nella preparazione della domanda, aiutandoti a raccogliere e organizzare:
- La situazione patrimoniale completa (beni, redditi, conti correnti)
- L’elenco di tutti i debiti con i relativi creditori
- Le cause del sovraindebitamento
- La documentazione che dimostra l’impossibilità di pagare
Fase 2: la relazione dell’OCC
L’OCC — l’organismo autorizzato dal Ministero della Giustizia con cui collaboriamo — verifica la documentazione e prepara una relazione per il Tribunale, nella quale valuta:
- La completezza e la veridicità delle informazioni fornite
- L’effettiva incapienza del debitore
- La meritevolezza (assenza di mala fede, frode o colpa grave)
- Le cause del sovraindebitamento
Fase 3: la decisione del Tribunale
Il Tribunale esamina la domanda e la relazione dell’OCC. Se tutti i requisiti sono soddisfatti, il giudice pronuncia il decreto di esdebitazione, che comporta la cancellazione di tutti i debiti.
Il Tribunale può anche rigettare la domanda se ritiene che il debitore non sia meritevole o che la situazione di incapienza non sia reale.
Fase 4: gli obblighi successivi
L’esdebitazione non è incondizionata. Per i 4 anni successivi al decreto, il debitore ha l’obbligo di:
- Comunicare al Tribunale qualsiasi miglioramento significativo della propria situazione economica (eredità, donazioni, vincite, aumento di reddito)
- Destinare una parte dei nuovi redditi al pagamento dei creditori, nella misura stabilita dal giudice
Se la situazione economica migliora e il debitore non lo comunica, l’esdebitazione può essere revocata.
Quali debiti vengono cancellati
L’esdebitazione cancella quasi tutti i debiti, inclusi:
- Debiti bancari (prestiti, mutui, carte di credito, fidi)
- Debiti con finanziarie (cessione del quinto, prestiti personali)
- Debiti commerciali (bollette, abbonamenti, fornitori)
- Debiti fiscali (cartelle esattoriali, IRPEF, IVA, IMU, TARI)
- Debiti contributivi (INPS, contributi previdenziali)
Debiti esclusi dall’esdebitazione
Alcuni debiti non possono essere cancellati, nemmeno con l’esdebitazione:
- Obblighi alimentari (assegno di mantenimento per il coniuge o i figli)
- Risarcimenti per danni extracontrattuali (danni da illecito)
- Sanzioni penali e obbligazioni derivanti da reato
- Debiti non dichiarati nella domanda
Differenze con le altre procedure
| Esdebitazione incapiente | Liquidazione controllata | Ristrutturazione debiti | |
|---|---|---|---|
| Chi può accedervi | Solo persone fisiche incapienti | Chiunque sia sovraindebitato | Solo consumatori |
| Pagamento ai creditori | Nessuno | Sì, con la vendita dei beni | Sì, con un piano di rate |
| Beni da cedere | Nessuno | Tutti i beni disponibili | Nessuno (li mantieni) |
| Reddito necessario | No | Non richiesto | Sì, stabile |
| Quante volte | Una sola volta nella vita | Senza limite | Senza limite |
Situazioni tipiche in cui si applica
L’esdebitazione dell’incapiente è pensata per situazioni come queste:
- Disoccupazione prolungata: hai perso il lavoro e non riesci a trovarne un altro, con debiti accumulati nel frattempo
- Malattia o invalidità: una condizione di salute ti impedisce di lavorare e generare reddito
- Pensione minima: il tuo reddito copre solo le spese essenziali di sopravvivenza
- Separazione o divorzio: la rottura del nucleo familiare ha peggiorato drasticamente la tua situazione economica
- Attività cessata: eri un piccolo imprenditore o professionista, hai chiuso l’attività e ti sono rimasti solo i debiti
Domande frequenti
Quanto costa la procedura?
I costi principali sono il compenso dell’OCC, stabilito per legge (D.M. 202/2014). Dato che la procedura è rivolta a chi non ha mezzi, i costi sono generalmente contenuti. In alcuni casi, è possibile accedere al patrocinio a spese dello Stato. Con Esdebit, il compenso finale è dovuto solo se il Tribunale approva la procedura.
Cosa succede se dopo qualche anno trovo lavoro?
Se nei 4 anni successivi al decreto la tua situazione migliora in modo significativo, devi comunicarlo al Tribunale. Il giudice stabilirà se e quanto dovrai versare ai creditori. Non perdi automaticamente l’esdebitazione: il giudice valuta caso per caso.
I creditori possono opporsi?
I creditori possono presentare osservazioni al Tribunale. Il giudice le valuta, ma la decisione finale spetta a lui. Se i requisiti sono soddisfatti, il giudice può concedere l’esdebitazione anche contro il parere dei creditori.
Come Esdebit può aiutarti
L’esdebitazione dell’incapiente è una procedura con requisiti specifici. Non è sempre facile capire da soli se si hanno i requisiti o come preparare la documentazione. Esdebit ti accompagna in ogni fase:
- Valutiamo il tuo caso: attraverso il questionario analizziamo la tua situazione e ti comunichiamo se l’esdebitazione dell’incapiente è compatibile con il tuo profilo, o se un’altra procedura è più indicata
- Ti guidiamo nella raccolta documenti: ti indichiamo esattamente cosa serve e ti aiutiamo a caricarlo sulla piattaforma
- Prepariamo la pratica per il Tribunale: organizziamo la documentazione e collaboriamo con l’OCC per la presentazione della domanda
- Nessun costo se non vai avanti: paghi il compenso finale solo se il Tribunale approva
Conclusione
L’esdebitazione del debitore incapiente è la risposta della legge italiana a una domanda fondamentale: cosa succede a chi ha debiti ma non ha assolutamente nulla con cui pagarli?
La risposta è che la legge prevede una seconda possibilità. Non per chi ha agito in mala fede, ma per chi si trova in una situazione oggettiva di impossibilità. È una procedura seria, con requisiti precisi e controlli rigorosi, ma può rappresentare un vero nuovo inizio — e noi possiamo aiutarti a raggiungerlo.
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